Archive for July, 2008

Token senza, Replay attack

Thursday, July 31st, 2008

Il replay-attack è una forma di attacco di rete che consiste nel protrarre fraudolentemente nel tempo un flusso di dati. In genere l’azione viene compiuta da un attacker che s’interpone tra i due lati comunicanti.

Per esempio, si verifica un replay-attack quando Mallory intercetta la comunicazione tra Alice, che si sta autenticando con Bob, e Bob, e si spaccia, agli occhi di Bob, per Alice. Quando Bob chiede a Mallory (convinto di parlare con Alice) una chiave d’autenticazione, Mallory pronta invia quella di Alice, instaurando così la comunicazione.

Gli attacchi di tipo replay si evitano con l’uso di token di sessione generati pseudocasualmente: Bob invia ad Alice uno di questi token usa e getta, che Alice utilizza per crittare la propria chiave da inviare a Bob (per esempio con una funzione di hashing che calcola il message digest della chiave concatenata con il token). Bob effettua lo stesso calcolo e controlla che il suo risultato corrisponda con quello di Alice. Mallory non può fare granché anche se ha catturato tale token di sessione, perché alla prossima comunicazione Alice e Bob si accorderanno con un altro token.


Voci correlate

  • DoS
  • Man in the middle

Calcolatore, Calcolo meccanico

Wednesday, July 30th, 2008

Il calcolo meccanico, nell’accezione moderna, permette di eseguire due (addizione e sottrazione) o quattro (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) operazioni in modo automatico, grazie a delle macchine meccaniche o elettromeccaniche. Le operazioni vengono eseguite grazie a degli ingranaggi o delle cremagliere che permettono di sommare due numeri, riportando anche l’importo.

Nelle macchine meccaniche addizionatrici, che permettono le quattro operazioni, la moltiplicazione viene eseguita come una serie di addizioni, la divisione come una serie di sottrazioni. Ogni addizione/sottrazione viene eseguita girando una manovella in una o nell’altra direzione.
Seguendo un algoritmo appropriato, con una macchina di questo tipo si possono anche estrarre radici quadrate (algoritmo di Newton) e cubiche.

Il più antico strumento noto di calcolo meccanico è il macchina di Anticitera, usato per il calcolo del moto dei pianeti nel II-I secolo a.C.

Nel corso degli anni vengono realizzati e venduti vari tipi di calcolatrici meccaniche. Solitamente, nelle macchine più recenti, i dati vengono inseriti tramite una tastiera ed il risultato viene stampato su di un nastro di carta. In altri tipi di macchina i dati vengono inseriti girando dei dischi numerati o spostando delle levette ed il risultato appare in un visualizzatore meccanico.

L’abaco ed il regolo calcolatore non possono venir considerati dei calcolatori meccanici. L’abaco non tiene conto del riporto, che va aggiunto dall’operatore, ed il regolo è uno strumento che funziona in modo grafico.


Sviluppo del calcolo meccanico

Nel 1623 Wilhelm Schickard costruisce la prima macchina meccanica per le addizioni. Sfortunatamente l’unico modello prodotto va distrutto in un incendio e la sua esistenza è stata scoperta solo ultimamente.

Nel 1642 Blaise Pascal, all’oscuro della macchina di Schickard, reinventa la macchina per le addizioni e le sottrazioni. Della sua macchina, che viene detta Pascalina, vengono prodotti e venduti una cinquantina di esemplari, alcuni dei quali ancora esistenti.

Nel 1673 Leibniz presenta alla Royal Society di Londra il primo calcolatore meccanico in grado di eseguire anche moltiplicazioni e divisioni.
Al momento della presentazione il calcolatore non è ancora terminato, ma il progetto gli permette di venir ammesso all’unanimità alla Royal Society.
La calcolatrice, che si basa su di un nuovo meccanismo detto ruota di Leibniz, viene completata solo nel 1694. A causa della precisione necessaria nella sua costruzione, la produzione commerciale di questo apparecchio non è però fattibile fin verso la metà del XIX secolo. (La ruota di Leibniz, in forma modificata, viene ancora usata nel 1948 da Curt Herzstark per la costruzione della Curta, una calcolatrice meccanica tascabile.)

Nel 1822 Charles Babbage presenta il modello di una macchina differenziale, che non realizzerà completamente, in grado di tabellizzare automaticamente una funzione polinomiale qualunque. Questa macchina dovrebbe essere azionata da un motore a vapore. Inizia inoltre il progetto per una macchina analitica programmabile.
La macchina differenziale verrà realizzata nel 1991 al Science Museum di Londra seguendo i progetti originali.

Tra il 1940 ed il 1960 vengono prodotti e venduti dei piccoli calcolatori meccanici tascabili per addizioni e sottrazioni. I dati vengono introdotti e sommati (o sottratti) muovendo con una penna delle cremagliere. Il risultato appare in un visualizzatore meccanico. Il modello più conosciuto è l’Addiator della ditta Arithma.

Nel 1948 Curt Herzstark inizia la produzione della Curta, una calcolatrice meccanica tascabile.

Nel 1956 Natale Capellaro progetta, in Olivetti, la macchina da calcolo Tetractys, dotata di due totalizzatori e memoria, dalla quale, sulle stesse linee di montaggio, verranno anche prodotte due versioni meno performanti denominate “Divisumma” ed “Elettrosumma”. Con la matricola incisa a pantografo sul basamento in ghisa, queste tre macchine rimasero in produzione per oltre 15 anni ed esportate nel Regno Unito, negli Stati Uniti ed in Canada. Le versioni destinate ai paesi con rete elettrica a 115 volt, differivano nel motore elettrico e nel passo (più stretto) della vite senza fine, ricavata nel prolungamento dell’asse motore che azionava l’ingranaggio principale frizionato, realizzato in tela bachelizzata. Alcune versioni di questa classe di macchine da calcolo definita MC24, disponevano di un carrello tabulatore simile a quello di una macchina da scrivere; i cinematismi interamente in metallo, erano azionati da camme a profili multipli sinterizzate, la lubrificazione a vita, comprendeva quatro tipi diversi di lubrificante posti nei punti di maggior attrito.


Bibliografia

  • Martin Davis, Il Calcolatore Universale, Adelphi
  • Carl B. Boyer, Storia della matematica, Oscar Mondadori


Voci correlate

  • Macchina di Anticitera
  • Charles Babbage e la sua macchina differenziale
  • Vannevar Bush e il suo Memex
  • L’Addiator della ditta Arithma
  • La Curta di Curt Herzstark


Collegamenti esterni

  • Collezioni della fondazione Galileo Galilei - Pisa
  • Sito che presenta diversi tipi di strumenti di calcolo
  • Sito Wiki dedicato alle calcolatrici meccaniche
  • Sito dedicato all’Addiator, con un bello strumento interattivo
  • Science Museum of London

Calcolatore, Calcolo meccanico

Wednesday, July 30th, 2008

Il calcolo meccanico, nell’accezione moderna, permette di eseguire due (addizione e sottrazione) o quattro (addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione) operazioni in modo automatico, grazie a delle macchine meccaniche o elettromeccaniche. Le operazioni vengono eseguite grazie a degli ingranaggi o delle cremagliere che permettono di sommare due numeri, riportando anche l’importo.

Nelle macchine meccaniche addizionatrici, che permettono le quattro operazioni, la moltiplicazione viene eseguita come una serie di addizioni, la divisione come una serie di sottrazioni. Ogni addizione/sottrazione viene eseguita girando una manovella in una o nell’altra direzione.
Seguendo un algoritmo appropriato, con una macchina di questo tipo si possono anche estrarre radici quadrate (algoritmo di Newton) e cubiche.

Il più antico strumento noto di calcolo meccanico è il macchina di Anticitera, usato per il calcolo del moto dei pianeti nel II-I secolo a.C.

Nel corso degli anni vengono realizzati e venduti vari tipi di calcolatrici meccaniche. Solitamente, nelle macchine più recenti, i dati vengono inseriti tramite una tastiera ed il risultato viene stampato su di un nastro di carta. In altri tipi di macchina i dati vengono inseriti girando dei dischi numerati o spostando delle levette ed il risultato appare in un visualizzatore meccanico.

L’abaco ed il regolo calcolatore non possono venir considerati dei calcolatori meccanici. L’abaco non tiene conto del riporto, che va aggiunto dall’operatore, ed il regolo è uno strumento che funziona in modo grafico.


Sviluppo del calcolo meccanico

Nel 1623 Wilhelm Schickard costruisce la prima macchina meccanica per le addizioni. Sfortunatamente l’unico modello prodotto va distrutto in un incendio e la sua esistenza è stata scoperta solo ultimamente.

Nel 1642 Blaise Pascal, all’oscuro della macchina di Schickard, reinventa la macchina per le addizioni e le sottrazioni. Della sua macchina, che viene detta Pascalina, vengono prodotti e venduti una cinquantina di esemplari, alcuni dei quali ancora esistenti.

Nel 1673 Leibniz presenta alla Royal Society di Londra il primo calcolatore meccanico in grado di eseguire anche moltiplicazioni e divisioni.
Al momento della presentazione il calcolatore non è ancora terminato, ma il progetto gli permette di venir ammesso all’unanimità alla Royal Society.
La calcolatrice, che si basa su di un nuovo meccanismo detto ruota di Leibniz, viene completata solo nel 1694. A causa della precisione necessaria nella sua costruzione, la produzione commerciale di questo apparecchio non è però fattibile fin verso la metà del XIX secolo. (La ruota di Leibniz, in forma modificata, viene ancora usata nel 1948 da Curt Herzstark per la costruzione della Curta, una calcolatrice meccanica tascabile.)

Nel 1822 Charles Babbage presenta il modello di una macchina differenziale, che non realizzerà completamente, in grado di tabellizzare automaticamente una funzione polinomiale qualunque. Questa macchina dovrebbe essere azionata da un motore a vapore. Inizia inoltre il progetto per una macchina analitica programmabile.
La macchina differenziale verrà realizzata nel 1991 al Science Museum di Londra seguendo i progetti originali.

Tra il 1940 ed il 1960 vengono prodotti e venduti dei piccoli calcolatori meccanici tascabili per addizioni e sottrazioni. I dati vengono introdotti e sommati (o sottratti) muovendo con una penna delle cremagliere. Il risultato appare in un visualizzatore meccanico. Il modello più conosciuto è l’Addiator della ditta Arithma.

Nel 1948 Curt Herzstark inizia la produzione della Curta, una calcolatrice meccanica tascabile.

Nel 1956 Natale Capellaro progetta, in Olivetti, la macchina da calcolo Tetractys, dotata di due totalizzatori e memoria, dalla quale, sulle stesse linee di montaggio, verranno anche prodotte due versioni meno performanti denominate “Divisumma” ed “Elettrosumma”. Con la matricola incisa a pantografo sul basamento in ghisa, queste tre macchine rimasero in produzione per oltre 15 anni ed esportate nel Regno Unito, negli Stati Uniti ed in Canada. Le versioni destinate ai paesi con rete elettrica a 115 volt, differivano nel motore elettrico e nel passo (più stretto) della vite senza fine, ricavata nel prolungamento dell’asse motore che azionava l’ingranaggio principale frizionato, realizzato in tela bachelizzata. Alcune versioni di questa classe di macchine da calcolo definita MC24, disponevano di un carrello tabulatore simile a quello di una macchina da scrivere; i cinematismi interamente in metallo, erano azionati da camme a profili multipli sinterizzate, la lubrificazione a vita, comprendeva quatro tipi diversi di lubrificante posti nei punti di maggior attrito.


Bibliografia

  • Martin Davis, Il Calcolatore Universale, Adelphi
  • Carl B. Boyer, Storia della matematica, Oscar Mondadori


Voci correlate

  • Macchina di Anticitera
  • Charles Babbage e la sua macchina differenziale
  • Vannevar Bush e il suo Memex
  • L’Addiator della ditta Arithma
  • La Curta di Curt Herzstark


Collegamenti esterni

  • Collezioni della fondazione Galileo Galilei - Pisa
  • Sito che presenta diversi tipi di strumenti di calcolo
  • Sito Wiki dedicato alle calcolatrici meccaniche
  • Sito dedicato all’Addiator, con un bello strumento interattivo
  • Science Museum of London

Una rete Token, Protocollo di comunicazione

Tuesday, July 29th, 2008

Un protocollo di comunicazione è, in generale, un insieme di regole che vengono stabilite per instaurare una comunicazione corretta (un italiano e un cinese potrebbero mettersi d’accordo nell’utilizzo, ad esempio, della lingua inglese per comunicare).

Nel campo delle telecomunicazioni, dove spesso si usa semplicemente il termine protocollo, si intende un insieme di sequenze elettriche che devono essere interpretabili da entrambi i dispositivi per poter instaurare una comunicazione interpretabile. Se il protocollo è utilizzato in una rete di computer, si parla di protocollo di rete.

IBM. edit, Scream (canzone)

Tuesday, July 29th, 2008

Scream (1995) è il titolo del singolo di lancio del doppio album HIStory Past, Present and Future Book 1 (1995), di Michael Jackson. La canzone che apre il secondo disco (HIStory Continues) è un duetto con la sorella Janet Jackson. Il video associato alla canzone è citato nei Guinness dei primati del 1996 come il più costoso della storia con oltre 7,5 milioni di dollari per la sua realizzazione.

Il testo della canzone tratta della pressione soffocante dei mass media e di generiche ingiustizie, ma l’allusione diretta che emerge dal testo nel ritornello riguarda le vicende giudiziarie che in quel periodo erano pesate sulla famiglia Jackson. Con questo singolo infatti Michael tornò sulle scene dopo le accuse di molestie sessuali verso un minore risalenti a due anni prima, da cui uscì con un accordo extra-giudiziale.

Il singolo raggiunse immediatamente i vertici delle classifiche internazionali, diventando uno dei successi di vendita migliore degli anni ‘90.


Lista tracce


UK CD Single

  1. Scream (Single Edit)
  2. Scream (Def Radio Mix)
  3. Scream (Naughty Radio Edit with rap)
  4. Scream (Dave “Jam” Hall’s Urban Remix Edit)
  5. Childhood (Theme from Free Willy 2)


US CD Single

  1. Scream (Single Edit)
  2. Scream (Def Radio Mix)
  3. Scream (Naughty Radio Edit with rap)
  4. Scream (Dave “Jam” Hall’s Urban Remix Edit)
  5. Scream (Classic Club Mix)
  6. Childhood (Theme from Free Willy 2)


Voci correlate

  • Michael Jackson
  • Janet Jackson
  • Elenco degli artisti musicali per maggiori vendite


Collegamenti esterni

  • www.mjj.it (dato dell’8.02.06) : tutti i testi di Michael Jackson

Capire, Pinacosaurus

Tuesday, July 29th, 2008

Il pinacosauro (gen. Pinacosaurus) è un dinosauro erbivoro vissuto nel Cretaceo superiore in Mongolia e in Cina.

L’aspetto di questo dinosauro era particolarmente basso e tarchiato; il corpo lungo e tozzo era ricoperto da una corazza ossea composta di placche e tubercoli di varie dimensioni, il cranio era compatto e dotato di quattro piccole corna, mentre la coda terminava in una mazza costituita da ossa fuse. Questa struttura, presente in tutti gli anchilosauridi suoi simili, serviva sicuramente come difesa contro i predatori. Il pinacosauro viveva nel Cretaceo superiore inoltrato (piano Campaniano superiore, circa 75 milioni di anni fa), ma nonostante l’epoca relativamente recente in cui visse, le sue caratteristiche sono più primitive di quelle del contemporaneo Saichania. Le dimensioni del pinacosauro si aggiravano sui cinque metri di lunghezza.


Ritrovamenti

Negli ultimi anni, in Cina sono stati rinvenuti numerosi scheletri di Pinacosaurus grangeri, e in un caso molti individui giovani sono stati scoperti sepolti insieme. Forse questi piccoli anchilosauri morirono nel corso di una tempesta di sabbia, visto il clima desertico della zona in cui vissero. I resti di esemplari giovani di anchilosauri sono molto rari, e possono esseredecisamente utili nello studio del cranio di questi animali, dal momento che i teschi degli adulti sono ricoperti di placche ossee che non permettono di capire ome le varie ossa sono interconnesse. Gli esemplari giovani, invece, non hanno ancora le ossa fuse e possono essere utilizzati per capire le relazioni tra le varie specie. Un’altra specie di Pinacosaurus, P. mephistocephalus, è stata descritta sulla base di un esemplare subadulto con un cranio dalle corna particolarmente vistose.

Vicino. Quest’ultimo se, Muscolo occipitofrontale

Tuesday, July 29th, 2008

L’occipitofrontale è un muscolo del corpo umano, costituito da due parti:

  • il ventre occipitale, vicino all’osso occipitale.
  • il ventre frontale, vicino all’osso frontale.

Alcuni autori considerano l’occipitofrontale come una struttura formata da due didtinti muscoli, il frontale e l’occipitale. Tuttavia, la terminologia anatomica corrente lo classifica come un singolo muscolo.

Ogni volta che, Volta a vela

Tuesday, July 29th, 2008

La volta a vela è un tipo di copertura architettonica simile a una cupola a base quadrata.

Nella forma più semplice si tratta di una semisfera o di una calotta di sfera inscritta in un vano quadrato, senza le parti esterne al quadrato.

In geometria descrittiva va ad indicare una parte comune a due solidi formati da:

  • Una calotta quadrica che abbia, rispettivamente: come asse di rotazione una retta verticale, come meridiano generatore un arco di conica e come parallelo direttore una circonferenza.
  • un prisma ad altezza indefinita avente come propria sezione retta un poligono inscritto dal parallelo.

Secondo il tipo di conica da cui è formato il detto meridiano la volta a vela può essere classficata come segue:

  • Volta a vela sferica (la propriamente detta volta a vela);
  • Volta a vela ellissoidica;
  • Volta a vela parabolica;
  • Volta a vela iperbolica ad una falda.

Si può chiamare anche volta a bacino o a catino quando si presenti come una cupola ribassata impostata su pennacchi.


Esempi di strutture con volte a vela

  • Chiesa di Sant’Antonio, Anacapri
  • Santuario Diocesano Maria SS. Mater Domini, Laterza (TA)
  • Chiesa di San Donnino Martire, Montecchio Emilia
  • Chiesa dei Santi Martiri Quirico e Giulitta a Cavaria, Cavaria con Premezzo(VA)

Capire il, Donatella Milani

Monday, July 28th, 2008

Iniziò la carriera come autrice nel 1980 quando scrisse con Pupo e Paolo Barabani Su di noi.

Partecipò al Festival di Sanremo nel 1983 sia come cantante che come autrice: cantò Volevo dirti (secondo posto) e scrisse la canzone di Richard Sanderson Stiamo insieme e quella di Stefano Sani Complimenti. Si esibì sul palco con una tuta azzurra ed una fascia gialle in testa.
Sempre nel 1983 incise il 45 giri Lontani noi.

Al Festival di Sanremo l’anno successivo ha cantato Libera. L`anno dopo incise il 45 giri Vorrei farti capire e poi scomparve dalle scene e si dedicò all’attività di autrice e talent scout.

Nel 1988 ha condotto insieme a Myriam Fecchi su RaiStereoDue il programma “FM Musica”, cantandone (sempre insieme a Myriam Fecchi) la sigla dal titolo “Ci stai?”.


Discografia

  • 1983 Volevo dirti / Perché mi sento sola (Ricordi Srl 10975)
  • 1983 Lontani noi / Corri ragazzo (Ricordi Srl 10987)
  • 1984 Libera / Quando ti perderò (Ricordi Srl 10997)
  • 1985 Vorrei farti capire / Prendi me (Ricordi SRL 11028)

Calcolatore, Mark I

Monday, July 28th, 2008

Mark I, abbrevviato in Mk I, è una forma utilizzata in lingua inglese, equivalente all’italiano Modello I o Tipo I, ed è utilizzata per indicare la prima versione di una dato macchinario. L’inglese Mark può essere tradotto in italiano con diversi significati: marchio, segno, traccia, etichetta, impronta, valutazione e voto.

Sebbene innumerevoli realizzazioni siano caratterizzate come Mark I o Mk I, in alcuni casi questa notazione identifica direttamente l’oggetto:

  • Mark I - semplificazione di Harvard Mark I, è il nome con cui è noto l’Automatic Sequence Controlled Calculator (ASCC), il primo calcolatore digitale automatico
  • Mark I - primo carro armato britannico