Archive for May, 2008

Causa di, Profugo

Saturday, May 31st, 2008

Si definisce profugo chi è costretto ad abbandonare la propria dimora a causa di catastrofi naturali, conflitti bellici o eventi di varia natura, più o meno violenti. Nel XX secolo il problema dei profughi ha assunto proporzioni sempre maggiori soprattutto a causa di alcune complesse questioni nazionali, delle innumerevoli distruzioni causate dalle due guerre mondiali e dalle successive ridefinizioni territoriali degli stati. Nel secondo dopoguerra, a causa di alcuni conflitti causati dalla decolonizzazione e dalla Guerra Fredda il fenomeno è stato ulteriormente alimentato. Alla fine del XX secolo il problema dei profughi è riesploso, specialemte in America Latina e nei Balcani, a causa di alcuni conflitti etnici e religiosi e di violente lotte politiche, molte delle quali provocate dagli interessi economici delle potenze occidentali.

Calcolatore, Rh-202

Saturday, May 31st, 2008

Il Rheinmetall Rh–202 è una mitragliera automatica da 20mm tedesca.

È impiegata in genere in affusti binati con: motore per la movimentazione, congegno P56 ottico con calcolatore per il tiro incorporato, 2 cannoni Rh-202 e due serbatoi munizioni. Esso ha una cadenza di tiro di 2.000 colpi al minuto, 1000 ms di velocità iniziale, e proiettili da 120 grammi.

È un’arma potente , che con istallazioni su veicoli blindati come il Marder ha anche ruoli antiblindati, con proiettili perforanti decalibrati. Il Rh-202 è stato usato nella guerra delle Falklands dagli argentini, ben armati con sistemi di artiglieria AA, ed è uno dei più importanti tipi di arma antiaerea/mitragliera pesante dal dopoguerra ad oggi, sebbene esistano ormai esigenze maggiori per armi da 25, 27 o 30mm. soprattutto in funzione anti-blindati.


Voci correlate

  • CIWS
  • Goalkeeper
  • Vulcan Phalanx
  • Breda Dardo
  • Bofors Mk2/3
  • gittata
  • calibro (arma)
  • cannone
  • Oerlikon GAI-DO1

In consegna, Porto Assegnato

Friday, May 30th, 2008

Il termine Porto Assegnato è di uso comune in italiano per designare una spedizione di merci, usualmente camionistica, con pagamento del trasporto a carico del destinatario.

Si tratta di un termine usato talvolta e impropriamente anche nel caso di spedizioni internazionali, dove le rese del trasporto sono invece codificate dall’Incoterms e la resa maggiormente assimilabile è la Ex Works.

Il termine ad esso contrario è Porto Franco.

L’indicazione relativa viene apposta sul DDT (Documento di trasporto) accompagnante la spedizione e vincola il soggetto che accetta il contratto di spedizione a richiedere ogni suo compenso al destinatario indicato sul documento stesso. Nel caso di trasporto a mezzo vettore è prassi che tali competenze vengano richieste contestualmente alla consegna del materiale, presentando una regolare fattura, fatto salvo il caso che il destinatario stesso sia un cliente abituale con accordi contrattuali specifici per le merci in porto assegnato.

In abbinamento la consegna della merce può essere vincolata al pagamento della stessa al latore e nel momento stesso dell’arrivo; tale clausola aggiuntiva è indicata come Contrassegno e deve essere completata con l’indicazione esatta della cifra da riscuotere.


Voci correlate

  • Porto Franco
  • Contratto di spedizione
  • Incoterms

Calcolatore, Local area network

Friday, May 30th, 2008

Nel campo dell’informatica LAN è l’acronimo per il termine inglese local area network, in italiano rete locale.

Identifica una rete costituita da computer collegati tra loro (comprese le interconnessioni e le periferiche condivise) all’interno di un ambito fisico delimitato (ad esempio in una stanza o in un edificio, o anche in più edifici vicini tra di loro) che non superi la distanza di qualche chilometro.

Le LAN hanno dimensioni contenute, il che favorisce il tempo di trasmissione, che è noto. Le LAN tradizionali lavorano tra 10 Mbps e 100 Mbps, hanno bassi ritardi e pochissimi errori. Le LAN recenti operano fino a 1 Gbps (ma sono utilizzate solo in ambienti server o storage di grosse dimensioni).


Tipologie

Esistono diversi tipi di reti di computer in grado di soddisfare le esigenze di uffici o aziende di piccola, media, grossa dimensione. Una rete è caratterizzata da tre elementi fondamentali:

  • sicurezza

    • Assicurare la destinazione corretta del flusso di dati ed evitarne l’intercettazione.
    • Garantire un rischio di guasto bassissimo.
  • prestazione
    • Velocità di trasmissione dei dati nella rete.
  • fattibilità
    • Facile costruzione della rete in base al luogo e ai materiali.


I tipi di rete più comuni


Rete a stella o stella estesa

È caratterizzata da un punto centrale, centrostella, che può essere uno switch o un elaboratore e diversi host connessi ad esso.
La rete a stella diventa a stella estesa quando al posto di un host collegato al centrostella c’é un altro apparato attivo, switch o hub con a sua volta altri host collegati ad esso.

Pregi e difetti della rete a stella

Pregi

  • un guasto ad un host non compromette le comunicazioni degli altri
  • comunicazioni sicure e difficilmente intercettabili tra un host e l’altro (con l’uso dello switch)
  • basso traffico di pacchetti per gli host (con l’uso dello switch)

Difetti

  • elevato traffico sul centrostella
  • rottura del centrostella con conseguente interruzione delle comunicazioni per tutti gli host


Rete a bus

Ogni host è collegato in modo lineare attraverso un cavo o tramite un hub.

Pregi e difetti della rete a bus

Pregi

  • reti semplici da realizzare e poco costose
  • un guasto ad un host non compromette tutta la rete

Difetti

  • ogni computer può intercettare le comunicazioni altrui
  • elevato traffico in tutta la rete


Rete ad anello o token ring

Una rete Token ring, ovvero rete ad anello con passaggio del testimone, è un tipo di rete ad anello in cui la determinazione di quale calcolatore abbia diritto a trasmettere avviene tramite un particolare messaggio, detto token.

Ogni calcolatore è collegato ad altri due formando un cerchio. Questo, ovviamente, a livello concettuale, in quanto nella realtà ciò non avviene, ma la rappresentazione grafica aiuta a capire il funzionamento. All’interno di questa rete solo un calcolatore alla volta può trasmettere, quello in possesso del token. Esso avvia la trasmissione dei dati trasferendoli al calcolatore vicino, il quale lo prende in consegna se è il destinatario, oppure ripetendo a sua volta il segnale verso l’altro calcolatore ad esso collegato, così fino a raggiungere il destinatario. Il destinatario legge i dati ma non li toglie dalla rete, perché i dati torneranno al mittente. Sarà il mittente ad eliminare i suoi dati dalla rete e a rimettere in circolo il testimone.

Quando il calcolatore che è in possesso del token ha terminato la trasmissione dei dati passa il token a quello vicino. Quest’ultimo se deve trasmettere dati inizia la comunicazione, altrimenti cede immediatamente il token senza impegnare il canale. Ogni calcolatore, ogni volta che riceve il token, può trasmettere al massimo un solo frame, quindi deve consegnare il token al terminale vicino.

Ogni terminale prima o poi riceverà il token ed avrà quindi la possibilità di trasmettere.
I dispositivi di rete garantiscono la presenza di un solo token sull’anello, e provvedono a rigenerarne uno qualora questo venga perso a causa di guasti nella rete o al calcolatore che l’ha preso in consegna. Quando un host non trova il token invoca un segnale in cui reclama il token (claim token). Se non riceve il testimone, allora ne crea uno nuovo e diventa il monitor della rete.

Nelle reti Token Ring, a differenza di altre, un computer malfunzionante viene automaticamente escluso dall’anello consentendo agli altri di continuare a funzionare regolarmente in rete. In altri tipi di reti ad anello, un computer che non funziona può provocare la caduta di tutta la rete.

Un’implementazione molto famosa di questo tipo di rete è stata commercializzata da IBM.

Pregi e difetti della rete ad anello

Pregi

  • può coprire distanze maggiori di quelle consentite da altre reti senza l’aggiunta di amplificatori di segnale

Difetti

  • esiste il rischio che gli host possano intercettare comunicazioni altrui
  • elevato traffico in tutta la rete
  • il guasto di un host compromette la trasmissione di dati

Un’ulteriore suddivisione è quella che suddivide le LAN in:

  • Statiche
  • Dinamiche

Nelle reti statiche il tempo di occupazione della rete è diviso in tempi discreti con un algoritmo detto round-robin, per cui una macchina può trasmettere solo se è attivo il proprio turno (time slot). In tale caso però viene sprecato del tempo in quanto, se una macchina non trasmette, il suo tempo va perso.

Nelle reti dinamiche ogni macchina decide in autonomia se trasmettere o meno e verifica che il canale di comunicazione non sia occupato prima di inviare pacchetti. Questo permette un migliore utilizzo della rete, ma non consente di garantire un tempo minimo di risposta, a meno di non implementare particolari algoritmi di gestione, che però aumentano la complessità della rete e ne riducono le prestazioni.


Rete mesh

Non esiste infrastruttura, ogni nodo che fa parte della rete deve anche provvedere ad instradare i dati che non sono diretti a lui, si comporta a grandi linee come un Router. Molte tecnologie (Bluetooth, WiFi,WiMAX) permettono di creare reti mesh.

Pregi e difetti della rete mesh

Pregi

  • reti semplici da realizzare, non hanno bisogno di infrastruttura, quindi possono essere create ad-hoc per uno scopo e poi spostate
  • facilmente estendibili

Difetti

  • utilizzano protocolli di routing, gestione e sicurezza molto complicati
  • il mezzo fisico (normalmente wireless) è condiviso, il che riduce la banda


Interconnessione

Gli apparati della rete si interconnettono tra di loro attraverso apparati attivi che funzionano a livelli diversi del modello ISO/OSI:

  • livello 1 - hub o repeater
  • livello 2 - switch o bridge
  • livello 3 - router

Tra le tecnologie utilizzate per realizzare reti locali, si possono citare:

  • Ethernet
  • TokenRing
  • Wireless


Reti domestiche

Attualmente stanno prendendo piede quelle che vengono definite reti domestiche. Sono reti particolari sia perché servono ad usi specifici sia perché sono molto più piccole di una LAN.

In particolare, si porta l’esempio dei LAN party; alcuni utenti, generalmente circa una dozzina, installano una piccola LAN, in tutto e per tutto uguale alle reti LAN, ma con le caratteristiche peculiari di temporaneità e precarietà, per scopi prettamente ludici.
LAN Party più strutturati possono raggiungere dimensioni considerevoli con decine di utenti. In questi casi il carattere di precarietà viene meno, ma permane quello di temporaneità della rete stessa (in genere queste LAN hanno una durata dalle poche ore a 2-3 giorni)


Voci correlate

  • Rete informatica
  • Server
  • Sistemi Client/Server
  • Personal area network PAN
  • Metropolitan area network MAN
  • Wireless local area network WLAN
  • Wide area network WAN
  • LAN party
  • Look@lan

Calcolatore, DHCP

Wednesday, May 28th, 2008

Il DHCP, acronimo dall’inglese Dynamic Host Configuration Protocol (protocollo di configurazione dinamica degli indirizzi) è un protocollo usato per assegnare gli indirizzi IP ai calcolatori di una rete. DHCP sostituisce - ed è compatibile verso il basso con - l’ormai quasi obsoleto BOOTP.

In una rete basata sul protocollo IP, ogni calcolatore ha bisogno di un indirizzo IP, scelto in modo tale che appartenga alla sottorete a cui è collegato e che sia unico, ovvero che non ci siano altri calcolatori che stiano già usando quell’indirizzo.

Il compito di assegnare manualmente gli indirizzi IP ai calcolatori comporta un rilevante onere per gli amministratori di rete, soprattutto in reti di grandi dimensioni o in caso di numerosi computer che si connettono a rotazione solo a ore o giorni determinati. Inoltre gli indirizzi IPv4 (attualmente usati nella quasi totalità delle reti al mondo) con l’aumentare dei computer connessi a Internet hanno cominciato a scarseggiare, diminuendo la disponibilità di IP fissi.

DHCP viene utilizzato soprattutto in reti locali, in particolare su Ethernet. In altri contesti, funzioni simili sono svolte all’interno di PPP.


Parametri gestiti da DHCP

Il protocollo DHCP può essere usato anche per assegnare al computer diversi parametri necessari per il suo corretto funzionamento sulla rete a cui è collegato. Tra i più comuni, oltre all’assegnazione dinamica dell’indirizzo IP, si possono citare:

  • Maschera di sottorete
  • Default Gateway
  • Indirizzi dei server DNS
  • Nome di dominio DNS di default
  • Indirizzi dei server WINS
  • Indirizzi dei server NTP
  • Indirizzo di un server tftp e nome di un file da caricare per calcolatori che caricano dalla rete l’immagine del sistema operativo.
  • Parametri di configurazione del proxy WPAD

Nel protocollo c’è comunque il supporto per assegnare tramite DHCP molti altri parametri, definiti nell’RFC 2132. Per un elenco completo si veda la voce parametri DHCP.


Componenti del protocollo

Il Client DHCP è un calcolatore che ha bisogno di ottenere un indirizzo IP valido per la sottorete a cui è collegato, e anche il programma che si occupa di richiedere l’indirizzo IP e configurarlo.

Il Server DHCP è il calcolatore che assegna gli indirizzi IP, e anche il processo che svolge questa funzione. Talvolta questa funzione è incorporata in un router.

Il DHCP relay è il calcolatore (o più spesso una funzione implementata in un router) che si occupa di inoltrare le richieste DHCP ad un server, qualora questo non sia sulla stessa sottorete. Questo componente è necessario solo se un server DHCP deve servire molteplici sottoreti. Deve esistere almeno un DHCP relay per ciascuna sottorete servita. Ogni relay deve essere esplicitamente configurato per inoltrare le richieste a uno o più server.


Richiesta e attribuzione dell’indirizzo

DHCP utilizza il protocollo UDP, le porte registrate sono la 67 per il server e la 68 per il client.

Quando un calcolatore vuole ottenere un indirizzo tramite DHCP, attiva il processo DHCP client. In questo momento, il calcolatore non ha un indirizzo IP valido, quindi non può usare tutte le funzionalità della rete.

Esso invia quindi un pacchetto chiamato DHCPDISCOVER in broadcast, con indirizzo IP sorgente messo convenzionalmente a 0.0.0.0, e destinazione 255.255.255.255. Il pacchetto viene ricevuto da tutto il dominio di broadcast, e in particolare da tutti i server DHCP presenti, che possono rispondere (o meno) con un pacchetto di DHCPOFFER, in cui propongono un indirizzo IP al client. Questo pacchetto è indirizzato direttamente all’indirizzo di livello datalink del client (che non ha ancora un indirizzo IP), per cui può essere inviato solo da un server che si trovi sullo stesso dominio di broadcast.

Se nel dominio di broadcast ci sono anche uno o più DHCP relay, questi inoltrano il pacchetto al loro server di riferimento, che può rispondere al client sempre attraverso il relay. Il relay agent comunica al server il proprio indirizzo IP sulla sottorete da cui ha ricevuto il pacchetto di DHCPDISCOVER, permettendo al server di capire da quale sottorete è arrivata la richiesta, e quindi offrire un indirizzo per la sottorete giusta. Un server DHCP che debba servire diverse sottoreti IP deve essere configurato per conoscere i parametri di ciascuna (indirizzo della rete, maschera di sottorete, indirizzo di broadcast, indirizzo del gateway).

Il client aspetta un certo tempo di ricevere una o più offerte, dopodiché ne seleziona una, ed invia un pacchetto di DHCPREQUEST al server che ha scelto (eventualmente usando un relay). Questo gli conferma l’assegnazione dell’indirizzo con un pacchetto di DHCPACK.


Scadenza e rinnovo degli indirizzi

A questo punto, il client è autorizzato ad usare l’indirizzo ricevuto per un tempo limitato, detto tempo di lease. Prima della scadenza, dovrà tentare di rinnovarlo inviando un nuovo pacchetto DHCPREQUEST al server, che gli risponderà con un DHCPACK se vuole prolungare l’assegnazione dell’indirizzo. Questi sono normali pacchetti IP unicast scambiati tra due calcolatori che hanno indirizzi validi. Se il client non riesce a rinnovare l’indirizzo, tornerà allo stato iniziale cercando di farsene attribuire un altro.


Identificazione ed autenticazione dei client

Il client si identifica verso il server attraverso un campo client-id dei pacchetti DHCP. Questo campo ha normalmente come valore il mac address della scheda di rete per cui si richiede l’indirizzo, ma può anche essere configurato manualmente. Questa è l’unica forma di autenticazione disponibile per DHCP, ed è piuttosto debole, in quanto utilizza un dato che viene inviato in broadcast sulla rete locale, e quindi può essere facilmente sniffato da qualunque altro calcolatore connesso alla stessa rete. Per controllare l’accesso ad una rete esistono metodi più solidi, che però richiedono un supporto da parte degli switch a cui sono collegati gli utenti, come IEEE 802.1x.

Un server dovrebbe cercare di assegnare allo stesso client sempre lo stesso indirizzo IP su ciascuna sottorete, ma non ci sono garanzie che questo sia possibile, a meno che un indirizzo non sia associato esclusivamente ad un client.

Il server può utilizzare il campo client-id per decidere quale indirizzo assegnare al client, o quali altri parametri passargli, o anche di non rispondere per nulla alla richiesta del client.


Identificazione del server, sicurezza

Il server si identifica verso il client con il proprio indirizzo IP. Un client potrebbe quindi decidere di accettare indirizzi solo da un server già noto.

Qualunque calcolatore collegato ad una sottorete potrebbe fare da server DHCP per i calcolatori di quella sottorete, o da relay verso un server DHCP arbitrario. È quindi possibile che un calcolatore configurato male o maliziosamente offra abusivamente indirizzi IP, creando malfunzionamenti alla rete e/o gravi problemi di sicurezza.

Un calcolatore che abbia ricevuto l’indirizzo IP da un server DHCP mal configurato non sarà in grado di utilizzare la rete.

Se invece il server DHCP abusivo è configurato in modo malizioso, le conseguenze possono essere anche peggiori:
esso infatti può offrire indirizzi che sa essere inutilizzati, oppure su una sottorete IP diversa da quella ufficiale, evitando così di generare conflitti con il server ufficiale, ed indicare sé stesso come default gateway. Dovrà poi ridirigere le connessioni effettuate dai client verso il gateway ufficiale utilizzando IP masquerading. A questo punto, potrà intercettare e sniffare tutto il traffico generato dai client, che potrebbero non accorgersi facilmente della differenza.

Per prevenire questi rischi, alcuni switch offrono una funzionalità detta “DHCP snooping”, per cui analizzano tutti i pacchetti DHCP che li attraversano, fermando quelli che non sono originati da server autorizzati.


Voci correlate

  • dhcpd - Internet Software Consortium DHCP Server
  • dhclient - Dynamic Host Configuration Protocol Client
  • BOOTP
  • Point-to-Point Protocol (PPP)


Collegamenti esterni

  • RFC 2131 - Dynamic Host Configuration Protocol
  • RFC 1534 - Interoperation Between DHCP and BOOTP
  • RFC 2132 - DHCP Options and BOOTP Vendor Extensions
  • sito del server DHCP prodotto dall’Internet Software Consortium

Calcolatore, Colpo di stato (film 1969)

Wednesday, May 28th, 2008

Colpo di stato è un film del 1969, diretto dal regista Luciano Salce. È una commedia comica che si inserisce nell’allora sconosciuto filone della “fanta-storia”: in pratica, la pellicola fa accedere nella realtà cose che non sono avvenute (o che si ha la certezza che non avverranno).


Trama

Siamo nel 1972: in Italia si stanno svolgendo le elezioni politiche e, come al solito, ci si aspetta una vittoria della Democrazia Cristiana; ma il calcolatore elettronico del Ministero degli Interni rivela che il partito ad aver ottenuto il maggior numero di suffragi è il Partito Comunista Italiano, e di gran lunga!

Subito si scatena il panico: gli USA allertano il sistema missilistico dopo che l’ambasciatore statunitense in Italia ha parlato con il presidente Johnson, i ricchi (tra cui il cantante Claudio Villa) fuggono a bordo dei loro yacht e gli ufficiali dell’esercito consigliano al Presidente del Consiglio ed al Capo dello Stato un golpe militare per mantenere il potere.

Saranno gli stessi comunisti, dopo un colloquio con le autorità di Mosca, a dichiarare che i risultati sono sbagliati, mentre l’inventore del cervellone elettronico sarà internato in manicomio.

A raggiungere, Antinna a mari

Tuesday, May 27th, 2008

La antinna a mari (o ‘ntinna a mari, antenna a mare) è un gioco tradizionale che si svolge a Cefalù, in Sicilia, durante il mese di agosto (in particolare nell’ultimo giorno dei festeggiamenti del SS. Salvatore) e che attira numerosi turisti.

Sito dell’associazione [1] con diretta live il 6 agosto dell’evento.

Si tratta di una sorta di albero della cuccagna posto sul mare: un lungo tronco unto di sapone e sego viene sospeso quasi orizzontalmente sulle acque prospicienti il molo. Lo scopo della gara consiste nel cercare di raggiungere una bandierina posta all’estremità, appunto, della ‘ntinna. I partecipanti sono costretti ad innumerevoli tentativi (con conseguenti tuffi in acqua) prima di riuscire a raggiungere la bandiera.

Possono partecipare soltanto i figli maschi dei pescatori.

Sempre in Sicilia è possibile trovare lo stesso gioco nella stessa forma e quasi nello stesso periodo dell’anno anche nell’isola di Marettimo (isole Egadi).

Anche a Sciacca in provincia di Agrigento si svolge “L’antinna a mari” dal 27 al 29 giugno in occasione della festa di S. Pietro protettore dei pescatori.

Per la ricorrenza dell’ascenzione a ntinna a mari si svolge anche a finale di pollina, borgata a una decina di km da cefalu

Il giorno di Ferragosto ad Augusta in provincia di Siracusa si svolge una gara con decine di partecipanti e migliaia di spettatori nell’incantevole scenario del Golfo Xifonio, rinomata zona balneare della cittadina aretusea. (vedi vincitore 2007[2])

Possibilità di trasmettere., Frequency Division Multiple Access

Tuesday, May 27th, 2008

La Frequency Division Multiple Access (accesso multiplo a divisione di frequenza, nota anche con l’acronimo FDMA) una tecnica di accesso allo stesso canale di trasmissione, da parte di più sorgenti di informazione, che consiste nella suddivuisione della banda di frequenza disponibile (canale di trasmissione) in un numero di sottobande (sottocanali) che occupino, in frequenza, una banda più piccola; ognuno di questi sottocanali, è assegnato a ciascuna delle sorgenti di informazione, che lo utilizzerà per trasmettere il segnale che rappresenta fisicamente l’informazione da trasmettere all’interno del canale. In ricezione, un opportuna sequenza di filtri passabanda, permetterà di selezionare il segnale della sorgente di cui si vuole estrarre l’informazione.


Esempio

Un esempio che può chiarire il funzionamento di questa tecnica è il seguente: si consideri un’autostrada la cui carreggiata sia larga 20 m e si supponga di dividere questa carreggiata in 10 corsie distinte; in ciascuna di queste corsie, può viaggiare una macchina, contemporaneamente a quelle che possono viaggiare nelle altre corsie dell’autostrada.


Realizzazione

Tecnicamente, la FDMA può essere realizzata modulando il segnale associato a ciascuna sorgente di informazione, con una portante la cui frequenza sia posta al centro della banda che definisce il sottocanale di trasmissione assegnato alla sorgente di informazione. In ricezione, un’opportuna schiera di filtri, ciascuno accordato su un sottocanale, permetterà di selezionare il segnale associato a ciascun sottocanale e un successivo demodulatore, permetterà di estrarre l’informazione corrispondente.
Tanto maggiore è il numero di sottocanali con cui si divide il canale principale, tanto maggiore sarà l’interferenza generata da uno di questi nei confronti dei canali adiacenti in frequenza.

Dati inizia, VSAM

Tuesday, May 27th, 2008

VSAM (Virtual Sequential Access Method, metodo di accesso sequenziale virtuale) è uno schema di immagazzinamento dei dati che IBM utilizzò inizialmente per il virtual storage nell’S/370. Esso comprende tre metodi di accesso:

  • KSDS - Keyed Sequential Data Set, set di dati sequenziale con chiavi
  • RRDS - Relative Record Data Set, set di dati con record relativi
  • ESDS - Entry Sequenced Data Set, set di dati sequenziali

IMS/DB e DB2 sono entrambi basati su VSAM e sulle strutture di dati sottostanti.

Trasmettere, FeIK

Tuesday, May 27th, 2008

FE.I.K. sigla che sta per “Federazione Italiana Kung-fu”. Il nome in Cinese è 意大利功夫协会 Yidali Gongfu Xiehui (in Pinyin).
Federazione di arti marziali cinesi nata sotto l’egida del maestro Chang Dsu Yao e tuttora diretta dal figlio, il Maestro Chang Wei Shin.
Il simbolo è un fiore di Prugno (Meihua) i cui 5 petali dorati contornano un Taijitu.
Affiliata alla KFROC, alla CKWPA ed alla ICKF.

Tramite questa federazione che ha come riferimento il Maestro Chang Wei Shin si continuano a trasmettere gli stili e le forme insegnati dal Maestro Chang Dsu Yao.
Attualmente la sede si trova a Milano in viale Certosa n°181.


Collegamenti esterni

  • Federazione Italiana Kung-fu
  • Kung fu tradizionale cinese scuola Chang
  • Biografia Maurizio Zanetti