Calcolatore, Interpolazione polinomiale

L’interpolazione polinomiale costituisce un’alternativa dell’interpolazione lineare: mentre per questo metodo si usa una sequenza di funzioni lineari, si tratta ora di servirsi di un polinomio di un opportuno grado più alto.

Di una funzione f che in altra sede è nota si supponga di conoscere alcuni valori; in particolare si considerino i seguenti valori tabulati

x f(x)
0 0
1 0.8415
2 0.9093
3 0.1411
4 −0.7568
5 −0.9589
6 −0.2794

Ci si chiede, per esempio: quanto vale la funzione in <math>x= 2.5</math>? L’interpolazione risolve problemi come questo.

Il seguente polinomio di sesto grado passa attraverso tutti i sette punti dati:

<math> f(x) = -0.0001521 x^6 - 0.003130 x^5 + 0.07321 x^4 - 0.3577 x^3 + 0.2255 x^2 + 0.9038 x. </math>

Sostituendo x = 2.5, troviamo che f(2.5) = 0.5965.

In generale, se abbiamo n punti dati, esiste esattamente un polinomio di grado n−1 che passa attraverso tutti i punti dati. L’errore di interpolazione è proporzionale alla distanza fra i punti dati alla potenza n .
Inoltre questo interpolante, essendo un polinomio è illimitatamente differenziabile. Quindi l’interpolazione polinomiale, in linea di principio risolve tutti i problemi di interpolazione lineare.

Tuttavia questo metodo presenta alcuni svantaggi. Il calcolo che porta ai coefficienti del polinomio d’interpolazione è molto “costoso” (in termini di tempo di esecuzione richiesto al calcolatore e in termini di complessità delle elaborazioni). Inoltre, l’interpolazione polinomiale per il complesso dei valori dalla variabile indipendente non si rivela molto esatta; questo accade, in particolare, nei punti astremi (vedi fenomeno di Runge ). Questi svantaggi possono essere evitati usando i metodi dell’interpolazione spline.

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